Un colpo di Reni per affrontare l’inverno

I principi fondanti dell’arte medica cinese erano stati teorizzati già due millenni prima di Cristo, all’epoca del leggendario Huang Di, l’Imperatore Giallo, che li tramandò a noi attraverso il suo “Canone di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo”, un antico trattato comparabile al Corpus Hippocraticum greco, alle opere del medico Galeno e ai testi di medicina medievale di Averroè ed Avicenna, ispirati dalla cultura europea e islamica.

È grazie alla profonda integrazione degli antichi Maestri con il loro ambiente naturale che si è sviluppata l’istintiva osservazione di tutti quei fenomeni organici che, intrinsecamente legati al succedersi dei mutamenti ciclici stagionali, si riflettono sul corpo dell’essere umano e influenzano la sua energia vitale.

L’uomo deve adattarsi ai movimenti del cielo e della terra […] con lo scopo di armonizzarsi con il suo ambiente […] e di custodire gelosamente la sua energia essenziale senza consumarla. Agire così è trattare il corpo conformemente alle leggi naturali per consolidare l’energia vitale secondo l’usanza dei saggi imperatori […] non contrariare i movimenti delle quattro stagioni […]”. Quanto più riusciamo a vivere in sintonia con l’ambiente in cui siamo immersi, quanto più aumentano le nostre possibilità di conservare lo stato di salute e quindi sopravvivere (tratto dal “Canone” dell’Imperatore Giallo).

Migliaia di anni or sono, la Medicina Tradizionale Cinese aveva già chiaramente definito ciò che al giorno d’oggi è stato confermato dalle più recenti ricerche della psiconeuroendocrinologia, ossia, come alla base della salute dell’individuo vi sia la sua capacità di integrazione con sé stesso – in un unicum di mente, corpo ed mozioni -, e con il Tutto. Sono per noi ormai chiare le connessioni esistenti tra il corpo fisico, le condizioni psico-emotive e il livello di efficienza del sistema immunitario.

Nel macrocosmo terrestre, la stagione invernale riduce la natura all’essenziale: le piante, già spogliate delle foglie in autunno, sembrano morte ma i loro semi, caduti durante la ricca estate, riposano protetti e nutriti all’interno della terra, in attesa di poter germogliare. I tronchi sono ridotti a scheletri tesi verso il cielo lattiginoso ma in realtà la vita continua a scorrere al loro interno: come l’acqua fluisce nel letto dei torrenti sotto la crosta ghiacciata della loro superficie, così anche la linfa si raccoglie all’interno dei fusti vegetali, trattiene la sua energia, per liberarla nell’espansiva esplosione del prossimo germogliare.

L’inverno è il tempo del Movimento Acqua, il Grande Yin che governa i meridiani di Rene e Vescica urinaria. Questa stagione dovrebbe rappresentare anche per noi il momento della discesa verso la profondità, del ripiegamento; è il tempo in cui tutto si interiorizza e, pur vitali, si è meno attivi verso l’esterno. Questo è il periodo dell’anno in cui è necessario preservare le energie, riposare nella stagione delle lunghe notti e fare scorta di riserve in attesa del risveglio primaverile.

Gli elementi fitoterapici indicati per la Loggia agiscono principalmente in tonificazione e a supporto dell’energia di Rene e Vescica:

  • Apportano sali minerali indispensabili al trofismo di ossa, denti e capelli, tutte strutture collegate energeticamente al meridiano Rene;
  • Stimolano la funzione diuretica, drenante per mitigare i disturbi propri del Movimento Acqua che si possono manifestare con edemi e gonfiori;
  • Contrastano le infiammazioni genito-urinarie;
  • Sostengono il tono surrenale, la vitalità sessuale e la fertilità.

Il rimedio fitoterapico d’elezione grazie al quale possiamo arricchire le riserve minerali e fare scorta di prezioso Silicio organico, è l’Equiseto (Equisetum arvense), una pianta erbacea dalla particolare segnatura: la sua struttura morfologica ricorda proprio la forma della colonna vertebrale.

Particolarmente ricco in Silicio, elemento fondamentale per il metabolismo del Calcio e per la sua fissazione, l’Equiseto favorisce la re-mineralizzazione dello scheletro e la sua assunzione risulta così indicata nella prevenzione dell’osteoporosi, in caso di postumi di fratture, delle quali accelera la riparazione ossea, e per rafforzare anche la struttura di unghie, capelli e delle articolazioni. Il Silicio è infatti indispensabile per la sintesi delle fibre di collagene che costituiscono il tessuto cartilagineo.

Ma le molteplici virtù della pianta trovano applicazione anche nello stimolo dell’emopoiesi: secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese, sono proprio i reni a generare il midollo che a sua volta nutre le ossa rendendole forti ed elastiche.

Efficace anche per mitigare gli stati infiammatori e le affezioni delle vie urinarie come cistiti, uretriti, prostatiti, l’Equiseto è stato utilizzato tradizionalmente per favorire l’espulsione della renella e lenire la gotta, grazie all’azione dilavante delle urine. É infatti un importante rimedio diuretico che induce l’eliminazione dell’acqua trattenuta dai tessuti riducendo il gonfiore, sia quello determinato da ritenzione idrica, che in caso di edema secondario ad un trauma. Una delle indicazioni di assunzione è proprio quella della decozione delle parti aeree della pianta essiccata.

Le varie proprietà del rimedio coprono quindi grande parte dello spettro di disturbi caratteristici dello squilibrio della Loggia Acqua della quale l’Equiseto rappresenta il rimedio d’elezione.

É possibile preparare una tisana in cui associare all’Equiseto, in parti uguali, stimmi di Granoturco (Zea mais) e foglie di Uva ursina (Arctostaphylos uva ursi), dall’azione disinfettante e sedativa. La sinergia di queste droghe rende la tisana efficace in caso di infiammazione delle vie urinarie e della vescica, in presenza di cistite e litiasi urinaria. Le foglie di Menta Piperita si sposano bene con i precedenti ingredienti e possono essere aggiunte per correggere il sapore e l’aroma della tisana e, allo stesso tempo, amplificarne il potere antisettico grazie al contenuto in Oli Essenziali della pianta.

Un altro importante rimedio fitoterapico utile per affrontare il lungo inverno è l’Arpagofito, meglio conosciuto con il nome popolare di Artiglio del diavolo (Arpagophytum procumbens). Questo antico rimedio copre il ventaglio dei sintomi di natura infiammatoria a carico del sistema osteo-articolare: i suoi principi attivi analgesici e anti-infiammatori, gli arpagosidi contenuti nella radice essiccata della pianta africana, sono particolarmente indicati in caso di osteoatrite, artrite reumatoide, dolorabilità articolari, artrosi. I frutti legnosi, muniti di uncini simili ad artigli, ricordano le dita adunche, deformate proprio dai fenomeni artritici.

A questo principio vegetale sono altresì attribuite proprietà ipouricemizzanti.  La natura “calda” dell’Artiglio del diavolo lo rende energeticamente indicato nella dispersione del freddo e dell’umidità in caso di dolori di origine reumatica.

A fronte dei numerosi vantaggi derivanti dal suo utilizzo, sono note anche alcune controindicazioni che fanno propendere per la via cutanea di assunzione, attraverso l’applicazione di pomate e gel a base della tintura madre. Infatti, per la presenza di molti principi amari, che inducono la secrezione di succhi gastrici, l’Artiglio del diavolo è controindicato per chi è affetto da disturbi della sfera gastro-duodenale; inoltre, interagisce i con farmaci anticoagulanti e non deve essere somministrato in gravidanza poiché può stimolare le contrazioni uterine.

Il preparato derivato dalle Gemme della Quercia, Quercus Peduncolata – macerato glicerico, è un ulteriore elemento di origine vegetale che può riequilibrare a livello energetico il meridiano di Rene per quegli aspetti che si manifestano con stanchezza, problemi legati alla sfera riproduttiva quali impotenza, infertilità e scarsa vitalità sessuale. Anche in questo caso, è la legge di similitudine a suggerire la chiave di lettura del rimedio: la Quercia, dal portamento robusto, sovrastante gli altri alberi, con la sua longevità e resistenza ai fattori climatici, ha da sempre ha colpito l’immaginazione popolare.

Il suo impiego non è finalizzato a raggiungere uno specifico organo-bersaglio, bensì mira alla sollecitazione del riequilibrio generale dell’organismo grazie alla sua azione di stimolo sull’asse ipotalamo−ipofiso−surrenalica: l’aggressività e forte reattività, così come il nostro istinto di fuga e quiete, sono mediati dal Rene grazie al controllo esercitato direttamente sulle ghiandole surrenali e, in seconda battuta, sui corticosteroidi da loro prodotti come l’adrenalina.

Il gemmoderivato induce un graduale e progressivo adattamento alle situazioni stressanti incrementando, non solo le energie fisiche in situazioni di surmenage, ma anche le capacità intellettive.

Il macerato glicerico di Quercia è inoltre efficace nel contrastare i processi di invecchiamento, sostenendo l’energia sessuale delle gonadi, del tessuto vascolare ed osseo. A questo scopo è possibile utilizzarlo in associazione con altri due macerati: quelli di Sequoia Gigantea M.G. e Rubus Fructicosus M.G. (ottenuto dal Rovo o “Mora di macchia”).

Per quanto riguarda i rimedi energetici, la Floriterapia rappresenta un importante strumento di cui è possibile avvalersi con successo. Questa tecnica naturopatica ci offre un prezioso bouquet di Fiori con i quali effettuare il riequilibrio degli aspetti emotivi della Loggia Acqua che si manifestano con irrequietezza, paura, incapacità di compiere progressi, smemoratezza, mancanza di concentrazione e di forza volontà.

Il dottor Edward Bach è stato il primo terapeuta nella tradizione medica occidentale a considerare gli aspetti psicologici e spirituali del paziente nel trattamento delle sue patologie. Una stretta analogia collega Bach agli esponenti della Medicina Tradizionale Cinese poiché entrambi considerano di fondamentale importanza l’aspetto energetico e l’influenza esercitata dalla psiche sul corpo. Secondo il medico Gallese, infatti, la disarmonia tra anima ed ego, il conflitto tra l’Essere e il Tutto, sono in grado di aprire una breccia tra le nostre difese che può condurre allo sviluppo della malattia.

L’energia del Rene si esprime attraverso il coraggio. Nel suo aspetto di squilibrio, al contrario, emerge l’emozione della paura tipica dello stato Mimulus, uno dei fiori del sistema ideato dal dottor Bach: la persona è dominata da paure ascrivibili alla sfera del quotidiano, concrete, quali, ad esempio, la paura dei ragni, dei temporali, dei ladri o di volare; è piuttosto introversa e raramente confida ad altri le proprie fobie. Nello stato Mimulus si riscontra anche una ipersensibilità verso gli stimoli esterni, quali calore, rumori e luci forti, che vengono percepiti come eccessivi.

L’energia della Vescica urinaria, invece, si esprime attraverso la capacità di eliminare o, letteralmente, “evacuare” tutti gli schemi obsoleti quali, ad esempio, le credenze trasmesse di generazione in generazione, le vecchie abitudini che siamo pronti ad abbandonare. La Vescica, in uno stato di buon equilibrio energetico, permette di individuale altri punti di riferimento, abbracciare altre credenze. Nel suo aspetto di squilibrio, al contrario, la persona resta ancorata ai vecchi modelli e schemi, incapace di cambiare alcunché della propria vita: tutti aspetti caratterizzanti lo stato Walnut. Oppure, ondeggia nella propria indecisione, perennemente combattuta tra due scelte: atteggiamento tipico della debole forza volontà di Scleranthus.

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Dott.ssa Elena Moroni,

Naturopata e Floriterapeuta
Docente della Scuola Superiore di Naturopatia Genova

Pubblicato sula rivista DBN Magazine

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