Non sto nella pelle… i rimedi per prendersi cura della nostra frontiera con il mondo

“Amici per la pelle”, “vissuto sulla propria pelle”, “mi piace a pelle”… quante sono le espressioni che utilizziamo quotidianamente con le quali facciamo riferimento al nostro rivestimento esterno, al nostro confine con il mondo.

La pelle, anche ad un superficiale esame, può rivelare molto di chi siamo; reagisce alle sollecitazioni ambientali e interne, rivelando agli altri i nostri sentimenti attraverso repentini cambiamenti di colore, temperatura e di profumo. Le rughe di espressione, invece, disegnano nel tempo le caratteristiche del nostro abituale “abito emozionale” raccontando la storia delle esperienze di vita che abbiamo vissuto.

Grazie ad una fitta rete di recettori posti immediatamente sotto la sua superficie, siamo in grado di distinguere un’ampia gamma di stimoli e, di conseguenza, di stabilire una relazione con tutto ciò che ci circonda.

Una più attenta e mirata osservazione della cute permette di acquisire interessanti informazioni sullo stato di salute generale della persona. Il suo aspetto, la consistenza e il colorito ci parlano dello stile di vita, rivelando carenze specifiche di nutrienti, come ad esempio di minerali, o di idratazione.

Alcune zone particolari del viso, in diretta corrispondenza con gli organi interni, possono persino essere “lette” proprio come una mappa. Definite “zone riflesse”, queste porzioni cutanee sono state messe in relazione di corrispondenza con gli organi interni e ci informano delle loro condizioni, dell’efficienza del loro funzionamento.

La pelle è la sede di un intenso scambio di complesse informazioni, sulla sua superficie il resto del corpo, la psiche e l’emotività proiettano le rispettive problematiche che possono letteralmente affiorare all’esterno e rendersi così manifeste.

Alla luce di queste considerazioni è facile intuire come la reale causa di molti problemi cutanei possa dipendere da vari fattori concomitanti che, talvolta, non rendono né immediata, né banale la loro risoluzione.

Fortunatamente la natura ci offre un’ampia scelta di strumenti e rimedi con i quali gestire le piccole problematiche della pelle e indurre il ripristino del suo delicato equilibrio.

Tra le tecniche che prediligo, la gemmoterapia è un metodo che può aiutare a migliorare “dall’interno” l’aspetto della cute. Questa branca della fitoterapia utilizza l’energia delle parti giovani della pianta per ottenere un effetto di rigenerazione dei tessuti del nostro organismo che viene così stimolato ad eliminare le tossine in eccesso.

Nella preparazione dei gemmoderivati vengono utilizzate solo le parti in fase di accrescimento dei vegetali, come appunto le gemme, le radichette o i giovani getti ma non la pianta adulta. In quest’ultima non sono più presenti proprio quelle sostanze utilizzate per la crescita del vegetale che sono invece tipiche di questi rimedi.

Una miscela di alcol, acqua e glicerina (per questo i gemmoderivati sono anche chiamati “macerati glicerici”) veicola le sostanze benefiche estratte dalla pianta che viene identificata con il suo nome scientifico, cioè quello latino. I preparati sono caratterizzati dalla loro ottima tollerabilità e sono generalmente privi di effetti indesiderati purché impiegati al corretto dosaggio consigliato da un terapeuta qualificato (a meno di una accertata sensibilità individuale nei confronti della pianta utilizzata per la loro preparazione).

Due macerati, Cedrus libani – Cedro del Libano – e Ulmus campestris – Olmo -, sono particolarmente indicati in caso di eczema cutaneo. Il primo è utile per lenire la forma eczematosa secca, pruriginosa. Il secondo è adatto invece in caso di eczema umido, con presenza di vescicole, e di acne.

Sin dall’antichità il Cedro del Libano è stato sfruttato dall’uomo per le qualità del suo legno, particolarmente resistente ed aromatico, dal quale si estrae un Olio Essenziale dal profumo gradevole e balsamico, anch’esso indicato per applicazioni locali sulla cute irritata.

Il macerato glicerico dei giovani getti del Cedro del Libano è utilizzato nelle manifestazioni pruriginose in cui la cute si presenta secca, inspessita. Viene impiegato anche per affiancare il trattamento della psoriasi cutanea proprio grazie alle sue proprietà rigeneranti dei tessuti e dell’eczema atopico.

Il macerato glicerico ottenuto dalle gemme dell’Olmo è invece il rimedio a cui per normalizzare la pelle grassa: grazie alle sue proprietà disintossicanti, contribuisce a regolare la secrezione delle ghiandole sebacee di cute e cuoio capelluto. Si può quindi utilizzare per drenare la cute affetta da eczemi o dermatosi umide oltre che per combattere l’acne giovanile.

Il ripristino dell’equilibrio della pelle affetta da questo tipo di problemi non può prescindere da una corretta alimentazione basata sull’apporto di verdure e frutta fresche di stagione; di fibra alimentare introdotta attraverso l’impiego di cereali completi; dall’integrazione di preziosi acidi grassi essenziali, i cosiddetti “omega”.

Anche i Sali di Schüssler possono essere efficacemente impiegati nel trattamento di queste problematiche perché vanno a riequilibrare l’attività delle cellule del tessuto cutaneo, apportando piccole dosi di sali minerali fisiologicamente presenti nell’organismo, nelle quantità necessarie alla buona salute. Non si sostituiscono al necessario apporto minerale fornito dal cibo ma ne ottimizzano l’assimilazione svolgendo un ruolo di regolazione delle funzioni del metabolismo.

Questi rimedi prendono il nome dal medico tedesco che li ha ideati e sono disponibili sia sotto forma di compresse, da sciogliere sotto la lingua, polvere, o pomata da applicare localmente.

È l’osservazione della pelle del volto a suggerire quale sale impiegare, tra i dodici elementi minerali a disposizione, per migliorare gli aspetti di squilibrio emersi dall’analisi della semeiotica facciale.

Per esempio, nelle eruzioni cutanee, in presenza di foruncolosi, acne, un rimedio di elezione è Natrum sulfuricum, solfato di sodio, che si può assumere in compresse, anche associato a Kalium chloratum, il cloruro di potassio. Lo stesso rimedio è disponibile anche sotto forma di pomata da applicare per trattare localmente la cute, come nel caso della crosta lattea dei neonati. Le eruzioni cutanee secche e il prurito sono invece lenite da Natrum chloratum, cloruro di sodio, e Calcium phosphoricum, fosfato acido di calcio.

Kalium sulfuricum, solfato di potassio, è raccomandato per le macchie cutanee brune che si formano specialmente sul viso e sulle mani a causa dell’età. La composizione in pomata può essere abbinata all’assunzione del sale di Schüssler in compresse.

La pelle è permeabile e, pur difendendoci dalle aggressioni esterne grazie alla presenza del suo naturale film idrolipidico, può essere attraversata da alcune sostanze con le quali veniamo a contatto: questa caratteristica può essere sfruttata per nutrire e apportare sostanze benefiche alla cute agendo al solo livello locale.

Molti oli vegetali possono essere utilizzati allo scopo di alleviare le screpolature, i segni del tempo e per avere una pelle più bella e luminosa. A ciascuna problematica è possibile far corrispondere un particolare olio da impiegare in modo mirato in virtù delle caratteristiche dei suoi pregiati componenti.

Parliamo di oli ottenuti dalla spremitura a freddo di semi o frutti come l’olio di Germe di grano, di Mandorla dolce, di Nocciola, di Rosa Mosqueta, che possono essere utilizzati da soli, semplicemente per le loro proprietà, o con l’aggiunta di poche gocce di un Olio Essenziale con il quale si sposano particolarmente bene.

L’olio di Rosa Mosqueta, o rosa muschiata, simile per molti aspetti alla rosa canina, è un olio vegetale ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi contenuti nelle bacche della pianta. Rinomato in fitoterapia e in cosmesi naturale per la sua efficace azione rigenerante dei tessuti cutanei, attenua le rughe di espressione e le smagliature, agisce sulla pelle secca, sciupata, prematuramente senescente e segnata dagli esiti cicatriziali dell’acne.

La vitamina E, di cui è ricco, conferisce all’olio le proprietà antiossidanti che lo rendono efficace nel promuovere i processi di rinnovamento dell’epidermide e combattere gli effetti dell’invecchiamento. È proprio la presenza degli acidi grassi essenziali a rendere questo prodotto naturale molto sensibile all’aria, alla luce e agli sbalzi di temperatura. Per evitare il rischio di alterazione è assolutamente necessario che l’olio sia di buona qualità affinché mantenga intatto tutto il suo contenuto di sostanze preziose per la pelle.

L’effetto benefico dell’olio di Rosa Mosqueta può essere sinergicamente amplificato dall’aggiunta di poche gocce di un Olio Essenziale. Si userà ad esempio l’O.E. di Incenso – Boswellia carterii – per il trattamento delle cicatrici; quello di Legno di rosa – Aniba rosaeodora – per nutrire la pelle secca e attenuare le smagliature.

Per tonificare la cute ed effettuare una delicata pulizia del viso possono essere utilizzati gli idrolati: sono acque aromatiche ottenute da piante fresche che vengono prodotte durante la distillazione a vapore degli oli essenziali al momento della separazione dell’olio essenziale dall’acqua.

Gli idrolati contengono parte dell’essenza e i principi attivi idrosolubili che non passano nell’olio e conservano le proprietà benefiche delle piante di origine. Idratano la pelle ed equilibrano il livello del pH, sono lenitivi e rigeneranti.

Un esempio di idrolato è l’Acqua di Mirto, già nota dal Medioevo e conosciuta come “Acqua degli Angeli”. Antibatterica, astringente, e lenitiva, è un valido aiuto contro gli stati infiammatori ed eruttivi della pelle. Il suo potere purificante la rende adatta alle pelli grasse che beneficiano di un’azione tonificante e stimolante.

Infine non è possibile trattare l’argomento della depurazione della pelle senza menzionare il rimedio floreale Crab Apple: si tratta di uno dei 38 Fiori del sistema floreale di Edward Bach, il medico ideatore del metodo che porta il suo nome.

Crab Apple, il fiore del melo selvatico, è il rimedio a cui ricorrere per ottenere una purificazione profonda da parte di chi si sente sporco, imperfetto, impuro; chi ha perso la capacità di depurarsi e trattiene le tossine sia fisiche che emotive e mentali.

La sua funzione è quella di ripristinare il sistema energetico e l’accettazione di sé, dei propri difetti e delle funzioni corporee. Apporta un senso di purezza interiore, riequilibra e disintossica il corpo e lo spirito.

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Dott.ssa Elena Moroni,
Naturopata e Floriterapeuta
Docente della Scuola Superiore di Naturopatia Genova

Pubblicato sula rivista DBN Magazine

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